L'INTERVISTA

Voltolini (Colt Technology): “Nel 2021 in Italia accelerazione sulla digital transformation”

Il neo Vice Presidente Strategy & Innovation dell’azienda accende i riflettori sul ruolo forte delle partnership per dare vita a un ecosistema di innovazione e competenze. Le reti? Fondamentali ma destinate a diventare “commodity”. La competizione vera si giocherà sul terreno dei servizi all’avanguardia

Pubblicato il 05 Feb 2021

Mirko_Voltolini

“Strategy e innovation sono due facce della stessa medaglia: la strategia, fortemente basata sull’innovazione, sulle infrastrutture di rete, i servizi e competenze, sono gli asset fondamentali della ripresa economica”. Mirko Voltolini, appena nominato Vice Presidente Strategy & Innovation di Colt Technology, fa il punto con CorCom sulle nuove sfide che attendono l’azienda. Sfide che saranno affrontate attraverso un mix di investimenti mirati nelle tecnologie emergenti, potenziamento delle partnership, forte attenzione alle competenze.

Il 2021 si apre su basi solide nonostante le difficoltà di mercato innescate dalla pandemia. A novembre scorso Colt ha annunciato la nuova strategia triennale e una nuova struttura organizzativa. “Il 2020 si è chiuso all’insegna della crescita – racconta Voltolini a CorCom – Abbiamo aiutato i clienti a gestire l’emergenza. I servizi voce hanno registrato un forte aumento della domanda e anche quelli dati sono cresciuti, in particolare in alcune aree geografiche. Risultati che abbiamo ottenuto anche e soprattutto a fronte degli investimenti fatti in passato”.

Voltolini, quali sono dunque le prospettive per il 2021?

Nel 2021 ci sarà senza dubbio un livellamento di alcune situazioni innescate dall’urgenza ma l’impeto aggiuntivo alla digitalizzazione ha tracciato la strada e non si tornerà indietro. Le aziende che hanno gestito meglio la situazione sono state quelle che si sono adattate rapidamente alle necessità di lavoro e commercio da remoto, quelle che avevano già investito in digitalizzazione. Si tratta di un percorso che sta accelerando. Da parte nostra continueremo a sostenere i clienti per velocizzare il processo di digitalizzazione in cui la rete e i servizi innovativi giocano un ruolo fondamentale.

Quale sarà il suo ruolo nel dettaglio?

Sarò impegnato nell’esecuzione della strategia e nello sviluppo votato alla crescita dell’azienda. Abbiamo grandi ambizioni e le porteremo avanti attraverso investimenti in progetti mirati analizzando costantemente l’evoluzione del mercato. Il tutto continuando a fare leva sull’innovazione. All’inizio della nostra storia il focus degli investimenti è stato fortemente orientato all’espansione della rete: nel corso degli anni abbiamo coperto un gran numero di Paesi e vantiamo oltre 50 reti metropolitane e oltre 30mila clienti b2b. Negli ultimi anni abbiamo acceso i riflettori sul cloud: abbiamo 900 data center dedicati sia di Colt sia di terze parti. Ed è forte l’orientamento alla qualità del servizio. Questi punti di forza ci hanno permesso di crescere e ci hanno anche consentito di essere early adopter in molti campi. Gli investimenti più prominenti sono stati dedicati allo sviluppo della SDN, del network “on demand” che permette ai clienti di fruire di servizi di connettività in modalità completamente automatizzata con un’innovazione del business model basato sul pay as you go. E grazie alla ricca rete di partner continuiamo a innovare e a offrire servizi all’avanguardia.

Continuerete a spingere sulle partnership?

Abbiamo fortemente lavorato con partner sia tech sia di mercato, ossia altri operatori, per costruire una Federazione SDN globale. Il focus della nuova strategia sarà la proprio la co-creazione. Mettere a fattor comune capacità complementari consente di velocizzare il processo di sviluppo e innovazione. Quindi dedicheremo gli investimenti allo sviluppo di servizi innovati per facilitare la digital transformation dei clienti, ma anche in competenze software al fianco di quelle sulle tecnologie di rete ed emergenti. E spingeremo sulla fruizione on demand integrando sempre di più tecnologie e capabilities innovative, dall’edge computing al cloud, dall’Iot al blockchain fino all’intelligenza artificiale per innovare e automatizzare il controllo dei servizi di rete. Lavoriamo sul concetto di Colt Innovation Labs.

Come vede l’evoluzione del mercato italiano?

In Italia vediamo alcune aree promettenti, sull’onda di quanto sta succedendo nei Paesi mondiali a più rapida crescita. E Colt è già pronta a rispondere alle rinnovate esigenze di mercato: vantiamo un’esperienza di tipo globale e capabilities già sviluppate e utilizzate in altre regioni.

Le competenze di nuova generazione non sono semplici da reperire sul mercato. Anche voi state incontrando difficoltà?

Il tema delle competenze è decisamente challenging: stiamo investendo sia dal punto di vista delle assunzioni e abbiamo definito un piano per incrementare le competenze in particolare in ambito software, Sdn e virtualizzazione. Stiamo inoltre definendo nuove metodologie di lavoro e un’azione interna per sviluppare nuove competenze. Lavoriamo poi molto con i nostri partner: la collaborazione porterà al trasferimento di risorse. E puntiamo ad avviare collaborazioni con le università italiane come facciamo in altri Paesi.

In Italia è molto acceso il dibattito sulla rete unica di Tlc e sul tema del co-investimento. Cosa ne pensa?

Questo processo non è in corso solo in Italia: stanno aumentando gli investimenti a livello globale nelle tecnologie di accesso in fibra Fttx, che decisamente rappresentano un’opportunità importante non solo sul fronte della connettività ma su quello dello sviluppo di servizi avanzati. Dal co-investimento e dalle partnership possono sortire solo benefici e vantaggi. La rete è destinata, prima o poi, a diventare una commodity e quindi è sui servizi e sull’overlay che si farà la vera competizione. Gli investimenti in Fttx sono dunque fondamentali.

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